A COLLOQUIO CON I COWBOY
Cowboys of Habit è nato durante la pandemia, quando ero stata messa in cassa integrazione dal mio anno di tirocinio presso MATCHESFASHION. È stato un periodo surreale: ero in lockdown, senza nulla da fare e con ancora mesi davanti prima di iniziare l’ultimo anno di università. Ho iniziato a realizzare modifiche casuali con Photoshop per passare il tempo e presto mi sono resa conto che avrei potuto farci qualcosa. La mia prima modifica è stata una rielaborazione de “La danza” di Matisse, in cui ho vestito le figure da cowboy dalla testa ai piedi. Da lì ho iniziato a realizzare altre modifiche e ad accumularle, senza sapere bene cosa farne. Alla fine ho deciso di provarci, ho scelto il nome del brand, ho creato un account Instagram e, da quel momento, non ho letteralmente idea di come abbia portato il brand fino a dove si trova oggi.
Perché il tuo brand si chiama Cowboys of Habit?
All’inizio era davvero importante per me avere una nicchia. Il mio primo design si ispirava all’estetica western, quindi mi piaceva molto l’idea di renderle omaggio e di continuare a sviluppare il tema dei cowboy. Sul mio telefono avevo una pagina di appunti con circa 20 nomi diversi, che inserivano i cowboy in espressioni famose. Li ho proposti a mia sorella e alla mia migliore amica, e “Cowboys of Habit” è stato chiaramente il vincitore.
Perché la satira è così importante per il tuo brand?
Non è stata tanto una decisione: è venuta naturale. Sono una persona giovane e mi rivolgo a consumatori giovani, quindi non c’era bisogno di elaborare una narrazione professionale; sarebbe sembrata impacciata e forzata per tutti. Durante il lancio del brand, sapevo che avrei dovuto definire un tono di voce e mantenerlo. La satira coinvolge e mi permette di mantenere i contenuti leggeri e freschi, raggiungendo il mio pubblico di riferimento in un modo che mi sembra autentico.
Perché collaborare con Jaded London?
Non avevo mai visto un brand delle dimensioni di Jaded collaborare con un piccolo marchio indipendente come Cowboys. Mi è sembrata una grande opportunità per dare visibilità al mio brand e raggiungere una nuova clientela, divertendomi al contempo e lavorando con il loro team per creare una linea versatile e giocosa. Gli ultimi 10 mesi sono stati un processo davvero gratificante: vedere la nostra collezione prendere lentamente vita a partire da una semplice moodboard. Mi piace il fatto che ci siamo presi tutto il tempo necessario per la collaborazione, prestando grande attenzione a ogni minimo dettaglio, dalle etichette pendenti all’incisione dei loghi sulle chiusure, per rendere tutto il migliore possibile.
Qual era la tua visione iniziale per la linea?
Inizialmente volevo inserire alcuni loghi/slogan giocosi e alcuni capi multiuso. I capi multiuso sono davvero divertenti: creano infinite possibilità e ti danno la sensazione di ottenere di più per i tuoi soldi. Offrono anche una maggiore longevità, un aspetto di cui tengo molto conto quando progetto. È meno probabile che ci si stanchi di loro. In precedenza avevo disegnato diversi capi multiuso per Cowboys, che erano diventati molto popolari, quindi desideravo fortemente portarli anche in questa collaborazione.
Hai un capo preferito della collezione?
Se fossi bloccata su un’isola deserta con solo 3 articoli, la baby tee ‘BITCH ON BOARD!’ verrebbe con me. Sono anche una grande fan della tuta in denim multiuso, che può essere indossata anche come 4 capi separati (corsetto, hot pants, playsuit, pinocchietti). Riconosco un bestseller quando lo vedo.
